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Destination Governance
La teoria di Governance, che recentemente ha portato Elinor Ostrom a vincere il premio Nobel per l’economia, sta alla base di nuove forme di gestione turistica integrata che sfidano i modelli tradizionali su cui si fondano i tradizionali DMO o enti turistici che, nella complessità di un settore turistico in continua evoluzione, non riescono più a soddisfare i bisogni dei numerosi attori presenti nella catena di produzione turistica.
La teoria di “Governance” definisce il concetto come una inter-relazione tra elementi di controllo e forme di controllo. Nell’ambito turistico, il concetto di Destination Governance descrive una forma di auto-organizzazione delle destinazioni turistiche. Essenzialmente si basa sulla cooperazione tra le persone e le società coinvolte nel processo di produzione turistica, il tutto sotto l’ombrello di un contesto istituzionale. Il concetto di Destination Governance parte dall’ipotesi che la cooperazione nel settore turistico tra pubblico e privato, all’interno di linee guida definite della ricerca a livello turistico, può portare al successo ed alla crescita di una destinazione.
Nel nuovo approccio alla Destination Governance i ruoli cambiano in modo importante rispetto alla visione tradizionale. La struttura piramidale nella quale il processo decisionale risulta essere imposto dall’alto verso il basso, si trasforma in una relazione di partnership che nasce, cresce e si sviluppa come un organismo capace di espandersi ed accettare nuovi membri implicati nel processo di sviluppo delle attività della destinazione.
A livello pratico, l’implementazione della Destination Governance consiste nella creazione di una struttura societaria pubblico-privata cooperativa, che possa accogliere tutti gli attori della destinazione creando così un buon equilibrio tra gli interessi dei residenti, dell’imprenditoria privata e degli enti pubblici.
Referenze:
